(e poi, perché nasconderlo? un lavoro che ti fa pensare a Rabelais e a Céline ha nella sua stessa oltranza della sua sconcezza i germi del suo riscatto letterario, e a saperla prendere per il verso giusto l’esperienza della Merda può regalarti un senso infantile di pienezza fantastica)
cit. Michele Mari, Filologia dell’anfibio